Bill Hicks sulle droghe

Che le droghe, nel corso della storia umana, abbiano contribuito alla comprensione dei fenomeni naturali, tanto da offrire la possibilità di intuire cose difficilmente acquisibili in uno stato mentale normale, è oggetto di dibattito tra gli studiosi.

Ronald K. Siegel,   psicofarmacologo e professore dell’Università di Los Angeles (California),  scomparso a Marzo 2019, affermava che le sostanze psichedeliche potrebbero aver contribuito significativamente all’evoluzione della psiche e dell’intelletto umani.

Mentre secondo Terence McKenna, filosofo, naturalista e scrittore americano, l’uso di droghe rientra tra i “bisogni primari” dell’essere umano, in quanto agenti adattogeni utili a esigenze essenziali.

Anche Bill Hicks, comico e musicista americano, ha incentrato molti dei suoi talk sulle sostanze stupefacenti e sugli effetti da esse prodotti.
Riporto di seguito le sue parole, che compaiono nell’intro di “Third eye”, una canzone dei Tool, una metal progressive band americana veramente fuori dagli schemi.
Ecco le parole di Bill Hicks, così come compaiono nel’intro di “Third eye”:

“See, I think drugs have done some good things for us, I really do. And if you don’t believe drugs have done good things for us, do me a favor – go home tonight and take all your albums, all your tapes, and all your CDs and burn ‘em. ‘Cause you know what? The musicians who’ve made all that great music that’s enhanced your lives throughout the years… real fucking high on drugs.”

“Today a young man on acid realized that all matter is merely energy condensed to a slow vibration. That we are all one consciousness experiencing itself subjectively. There is no such thing as death, life is only a dream, and we are the imagination of ourselves. Here’s Tom with the weather.”

“It’s not a war on drugs, it’s a war on personal freedom, that’s what it is, okay? Keep that in mind at all times, thank you.”