Tempesta d’estate

Due anime sole su un telo distese,
occhi negli occhi, labbra protese.
Il cielo non era un tappeto di stelle
ma il vento con me ne accarezzava la pelle.

Dalle schiuse labbra emessi,
sonanti le onde coprivano, i dolci suoni.

Come il fiume lambisce le anse,
scivolavano le mani  sui fianchi sinuosi,
niente paure, dolori e pensieri noiosi,
solo un profondo desio di sensazioni intense.

“Non curarti di me”, solo di lei era il momento,
muto, ero muto e senza tormento.

O tempesta d’estate, tempesta d’amore,
che ritempra le membra e ti libera il cuore,
da catene pesanti che eran lì per timore,
di un’altra minaccia che arrecasse dolore.

Legami spezzati

Al cielo si urla in un incerto momento
per chiedere conto del male arrecato e del fato ingrato.

La strada si biforca senza un cartello,
piove a dirotto e senza un ombrello.
Niente fari, torce o stelle comete,
bui i sentieri, ignote le mete.

L’uomo non coglie di certi momenti,
che scorrono implacati e irruenti.
Senza posa suonate a corredo
note dolenti.

Melodie cupe di legami spezzati,
e di frutti amari ingoiati.

Sogghignano gai del male gli agenti,
per l’equilibrio smarrito
ed i piedi tremanti.

La speranza muore solo alla fine,
prima che il tempo ne abbia ragione,
ma essa si arrende quando non c’è spiegazione,
per un furto subito da chi aveva lasciato aperto il suo cuore.

Le dita scivolano sul tessuto del tempo,
che ingrato che è il mondo,
che ingrato che è il mondo.

Su questa crosta di roccia,
si brucia e si soffre dolore.
Come chi da una finestra si affaccia,
in un attimo si vive e si muore.

Il terzo di due

Hai visto il cielo di recente?
Ti ha pervaso il suo colore?

Viviamo come se piovesse da sempre,
ma lì tra le nuvole c’è il sole.
Non aver paura di bagnarti,
lascia che l’acqua ti scorra sul viso,
si vede anche ad occhi chiusi,
ne sei sorpreso?

Potrà non confortarti,
ma quella lì è la verità!
China il capo se preferisci non invischiarti,
volta lo sguardo e assopisci la tua umanità.

È il mondo intero che te la indica:
“Sii conforme! Di qui per la felicità!”
ma tu lo hai visto il cielo di recente?
Solleva il capo, è proprio là!

Potrà non confortarti,
così può far la verità!
ma indietro non si torna,
mai più ti passerà.

I sensi ti assordavano senza frustrazione.
Era meglio prima, che emarginato dalla percezione?
Perché fa male, vero? Veder che per gli altri non è dura
strisciare sulla terra ignorando la propria natura.

Ma chi è dentro è dentro,
alea iacta est!

Non ci sarà amore, male o passione,
alcol, droga o confessione,
tu hai veduto e niente ormai ti cambierà.

Datti pace, la storia è questa.
Puoi fingere di ignorarla nella tua testa,
se saprai sorridere come un imbucato ad una festa.