Aggiungere Captcha a Drupal Webform

Fermare lo spam, anche dai webform di Drupal è possibile e facile.

Basta seguire le seguenti istruzioni:

  • Per prima cosa ci si procuri l’id del webform che si intende proteggere con un Captcha. Questa cosa è facile se si usa Firebug o si ispeziona il codice html della pagina. Giusto per avere un’idea, quello che va cercato è un testo di questo tipo id=”webform-client-form-2″, la cui ultima cifra (in questo caso 2) differisce di form in form. Si prenda nota dell’id senza le virgolette.
  • Si cambi il testo trasformando i meno (“-“) in underscore (“_”) per ottenere una scritta che in questo caso sarebbe webform_client_form_2.
  • Si vada nella pagina di configurazione del Captcha (tuosito.it/admin/user/captcha/captcha) e si inserisca una nuova voce all’elenco (si veda l’immagine) avente come testo quello creato al punto precedente, si scelga un “Challenge Type”, ovvero un tipo di Captcha (io uso reCapthca) e si salvi (chi può).

Leggi tutto “Aggiungere Captcha a Drupal Webform”

Nuovo logotipo di Google, stavolta è strano!

Come suo solito, il colosso di Mountain View, si diletta celebrando ricorrenze, eventi e festività con un cambio di logo, in gergo doodle.

Ma oggi 7 settembre 2010 il nuovo logotipo sembra veramente strano. E non tanto per la bella animazione che esso contiene, ma perché a quanto pare non avrebbe un vero e proprio perché, cosa che conoscendo Google mi sembra alquanto strana!

Sul blog ufficiale di Google Italia, si parla della cosa senza darne una giustificazione vera, cito:

L'idea alla base di questo doodle è rappresentare i concetti di velocità, divertimento ed interazione, così come crediamo dovrebbero essere le ricerche effettuate sul nostro motore.

Ma questa cosa sinceramente NON ci convince. Che Google stia giocando lo stesso gioco dell'anno scorso quando, ricordere, fece disegnare UFO e cerchi nel grano nel logotipo per celebrare alla fine il 143esimo anniversario della nascita di Herbert George Wells?

Per ora non ci è dato saperlo, ma possiamo liberamente supporre e proporre!

A naso direi che le palline che vediamo svolazzare nel logotipo di oggi, somigliano a quelle viste nell'ultimo logotipo, ovvero quello che celebrava la scoperta del fullerene, e che quindi potrebbe iniziare un ciclo di doodle in più tappe che porterà alla vera celebrazione.

In ultima analisi (per suffragare questa stravagante teoria) potremmo dire che anche l'anno scorso tutto è cominciato il 5 settembre, come quest'anno!

Potete farvi una idea di quanto ho esposto, leggendo un articolo dell'anno scorso sulla questione logotipi in catena.

Navigare un filesystem con uno script PHP

EDIT: Sono state apportate delle correzioni allo script che per ragioni di visualizzazione del codice risultava completamente sbagliato! Inoltre ho provveduto a fornire il file sorgente in allegato alla pagina. Chiedo venia!

 

Non sono il primo e non sarò certo l'ultimo che ha o ha avuto necessità di navigare delle cartelle di un File System mediante un semplice script PHP.

Ho deciso di pubblicare la mia soluzione, che avevo per pigrizia evitato di scrivere fino a che il passaggio da EasyPHP a XAMPP non mi ci ha costretto.

Lo script è molto semplice e a dire il vero anche molto rudimentale e sensibile di cambiamenti.

Lo script che ho chiamato list_dir.php è il seguente:

CSS

 

PHP

per far si che funzionasse nella mia www di XAMPP ho modificato il file index.php come segue:

 

ATTENZIONE
il codice potrebbe presentare dei bug di sicurezza di cui non mi ritengo responsabile.
Vi consiglio, pertanto di utilizzarlo solo in locale.

NOTE: Sono stati apportati delle migliorie, opzionali, al codice che necessitano di un supporto jquery.

Deve essere attiva l'estensione extension=php_fileinfo.dll !

Il sogno? Una ‘deframmentazione del disco’.

Nerd che dormeSono molte le interpretazioni che uomini di scienza, psicologi ed una varietà di artisti danno del sogno.

Con questo piccolo articolo vorrei descrivere quello che io penso sia la vera funzionalità del sogno, seguite quanto segue.

Tempo addietro lessi di come degli esperimenti avevano evidenziato che il sogno fosse un qualche cosa di fisiologico, proprio come fare la pipì o espletare altre attività a cui il nostro corpo proprio NON può rinunciare.

Come lo avevano capito? Come avevano fatto a capire che il sogno è una necessità fisiologica dell'organismo?

Molto semplice, il sonno si divide fondamentalmente in due fasi:

  • la fase REM (Rapid Eye Movement), caratterizzata da un visibile movimento degli occhi al di sotto delle palpebre;
  • la fase NREM, in cui questo movimento NON è presente.

Tutte le fasi hanno un andamento ciclico durante il sonno, si presentano più volte durante una notte e sono monitorabili grazie alle onde cerebrali che le caratterizzano.

La fase REM (il gruppo musicale prende il nome proprio da questo acronimo) è quella con una maggiore attività cerebrale e si presenta dopo una fase 'preparatoria' di una certa durata, inoltre la fase REM, tra le fasi del sonno, è proprio quella in cui si sogna.

Ritornando al come hanno fatto a capire che si tratta di qualche cosa di fisiologico spediamo qualche riga sull'esperimento effettuato.

Un soggetto si è prestato a far da cavia all'esperimento che consisteva nell'essere svegliato ogni qual volta si apprestava a sognare, ovvero ogni volta che le sue onde cerebrali, opportunamente monitorate, avessero annunciato l'arrivo della fase REM e quindi del sogno.

La cosa che si è subito notata è che ogni qual volta che il soggetto si riaddormentava, dopo essere stato costretto a NON sognare, diveniva sempre più difficile svegliarlo prima che tentasse di sognare e contemporaneamente si notava una netta contrazione temporale delle fasi preliminari che portano alla REM.

Quando finalmente il soggetto ha potuto dormire senza essere più disturbato, la fase REM, e quindi il sogno, è durata tantissimo, molto più del normale.

Questo ha fatto dedurre che il sogno è una funzione fisiologia dell'organismo, o più propriamente della mente!

Ma allora, a cosa serve? Perché il cervello ha bisogno di sognare?

Sinceramente, dopo quanto detto, mi rifiuto di credere che il sogno sia in qualunque modo riducibile a qualche cosa di psicologico o psichiatrico fine a se stesso. Se sognare è indispensabile, significa che deve essere di qualche utilità.
Quale?

Probabilmente la deduzione che ho avuto dipende dalla mia passione per l'informatica, ma credo che, indipendentemente da questo, essa sia grossomodo corretta.

Il sogno è la deframmentazione del disco!Il sogno è una deframmentazione del disco

Chiedendo perdono ai lettori informatici per la mancanza di rigore, di seguito voglio spendere due parole sulla deframmentazione del disco.

Il disco fisso del computer (HD: Hard Disk) è una sorta di DVD. Questo DVD viene scritto dal centro verso l'esterno con cerchi spiraliformi mano mano più ampi. Più è grande il vostro film, MP3, album fotografico, programma o gioco più spazio occupa su questo disco.


Quando cancellate qualche file, lo spazio che prima esso occupava viene lasciato disponibile per altre cose.
Se un  'nuovo' file non trova spazio sufficiente in un buco lasciato da cose cancellate allora si insedia un poco qui e un poco lì, ovvero in spazi di memoria NON contigui.
Questa cosa comporta un rallentamento nella lettura dei files che sono così frammentati, in quanto la testina legge l'Hard Disk è costretta a saltellare in vari punti non vicini per leggere lo stesso Film, canzone o chissà cos'altro.

Per evitare questo spreco di tempo si ricorre alla deframmentazione del disco, ovvero all'avvicinamento dei pezzi dei vari files.
In questa maniera la testina dell'HD deputata alla lettura dei files non sarà costretta  a saltellare qua e là per reperire una stessa informazione.

Ma cosa c'entra tutto ciò con il cervello ed il sogno?

Quotidianamente siamo bombardati da miliardi e milieardi di informazioni, che il cervello si trova costretto a gestire!
QUANTE di queste informazioni sono veramente importanti per il nostro benessere mentale e fisico, QUALI di queste sono più importanti di altre ed infine QUALI sono le informazioni su cui avremmo bisogno di pensarci su un attimo per confrontarle con quelle che già abbiamo assimilato in passato?

Il sogno, a mio avviso, serve proprio a questo! Si, serve proprio a rispondere a queste e ad altre domande a cui che sarebbe impossibile dare una risposta mentre si lavora, si fa l'amore, si gioca con il proprio animale domestico, si studia o si litiga!

Il sogno serve a classificare le informazioni per importanza, scartare le cose irrilevanti, catalogare quelle importanti in maniera relazionale con altre informazioni e quindi incamerarle come ricordi.

Per questa ragione la notte porta consiglio e che la mattina ha l'oro in bocca!

Una volta catalogate le informazioni ed associate a tutte le nostre altre esperienze, saremo in grado di affrontare la veglia con maggiore efficacia.

Ragionando in quest'ottica non è dunque difficile immaginare come una giornata di emozioni 'forti' influenzi il nostro sogno, poiché esse si relazionano ad altre idee e altri ricordi che possono essere in qualche misura 'forti'!

Il cervello è estremamente più complesso di un DVD o di un HD, ma anche lui ha bisogno di una bella sistemata dei dati e di un 'avvicinamento' di quelli correlati, per avere un quadro più completo e rispondere meglio a difficoltà e problemi quotidiani.

Rimango dell'idea che quanto ho descritto in questo articolo sia solo uno degli aspetti e che ci saranno sicuramente altre attività che il nostro 'calcolatore' compie durante il sonno ed il sogno.

L’intelligenza? Un riflesso condizionato

Da circa un anno allevo un cane.

Intendo dire: il mio primo cane!

Da quando lo conosco mi sono fatto un po' di domande su quella infinità di processi elettrochimici che portano un essere al pensiero ed all'intelligenza.

Homer, così si chiama, mi stupisce spesso di quello che è in grado di capire oltre a quello che, da buon cane, inspiegabilmente percepisce. Con questa ultima non voglio aprire dissertazioni dal sapore metafisico su quanto, questi fidi amici a quattro zampe, siano capaci di cogliere con i loro sensi nascosti, perché elude dallo scopo di questo post.
Vorrei piuttosto concentrare l'attenzione sul sottile e frastagliato confine che c'è tra il riflesso condizionato e l'intelligenza, per sfumarlo in un, a mio avviso, più logico gradiente.

Lo scopo di questo articolo è insinuare dei dubbi su quanti pensano che l'intelligenza sia solo dell'essere umano e di pochi altri animali che ci stupiscono in qualche documentario.

Per farlo, mi baserò sul concetto di riflesso condizionato e sulla definizione di intelligenza tratta da wikipedia, riportata di seguito, cercando di trovare dei tratti comuni tra questi due 'comportamenti'.

L'intelligenza è l'insieme di funzioni conoscitive, adattative e immaginative generate dall'attività cerebrale dell'uomo e degli animali. È anche definibile come la capacità di ragionare, apprendere, ricordare, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio

Ebbene…

Per prima cosa vorrei parlare del riflesso condizionato e di come questo venga considerato, da tanti, come qualche cosa di NON intelligente.

Ho sentito dire spesso che i cani NON sono intelligenti, ma sono guidati da istinti e riflessi condizionati ed a supporto di questa tesi si fa spesso l'esempio del cane di Pavlov. Per i più pigri ricordo che il suddetto quadrupede abituato a ricevere il cibo all'accendersi di una lampadina, produceva salivazione anche se, accesa la lampadina, non veniva nutrito.

Come si può non associare tale comportamento all'intelligenza? Intesa come la definizione tratta da wikipedia?

Allora anche noi non possiamo dirci intelligenti, perché ci viene l'aquolina in bocca se vediamo qualcosa di appetitoso in televisione, o ne sentiamo solo parlare.
Perfino immaginare autonomamente qualche situazione, può indurci una salivazione e senza avere cibo davanti.

Ma, state ben sicuri, che se abituate un uomo all'essere percosso all'accenzione di una luce, questa sfortunata cavia cercherà protezione con le braccia ogni volta che vede una lampadina accendersi! E sono convinto che si porterebbe questo riflesso condizionato avanti per un bel po', prima di convincersi che non verrà malmenato ogni volta che si accende una luce! Ma come definire il suo comportamento come NON itelligente? Non è una forma di adattamento agli stimoli esterni? E quest'ultima cosa non è un ingrediente dell'intelligenza?

Detto questo, vorrei analizzare, sempre in maniera concorde con la definizione tratta da wikipedia, cosa sarebbe allora un comportamento intelligente, chiedendomi qual è la differenza tra risolvere un problema di matematica e produrre saliva prima di mangiare?

Sebbene sia lampante il fatto che risolvere un problema di matematica implichi un ragionamento indotto dalla propria volontà e che questo sia molto più raffinato di uno stimolo esterno che ci induca a salivare, credo di poter affermare che la differenza NON è poi tanto netta!

Come si fa a discernere la capacità di un essere di reagire ad uno stimolo esterno e ad etichettarlo come intelligente o NON intelligente? Entrambi i 'comportamenti' presentano queste caratteristiche:

  • adattamento ad uno stimolo esterno;
  • immaginazione dello sviluppo di un evento;
  • capcità di apprendere;
  • capacità di ricordare;
  • comprendere a fondo la realtà;
  • produrre idee;
  • interpretare linguaggi.

Ma queste cose che ho elencato non sono, secondo la definzione tratta da wikipedia e riportata qualche paragrafo più su, ciò che serve per descrivere appieno l'intelligenza?

Se il riflesso condizionato proviene da esperienza ed è di qualche utilità all'individuo che lo mette in atto allora potremmo pensare che quella definizione si adatta anche a quella di riflesso condizionato.

Sebbene questa trattazione sia superficiale e poco rispettosa di moltissimi fattori che entrerebbero in gioco, vorrei sbilanciarmi con l'affermare che l'intelligenza non è altro che una catena di 'riflessi condizionati' più o meno complessi, che portano un essere ad un comportamento opportuno per il suo benessere e la sua salvaguardia.

Quando ho iniziato a scrivere l'articolo avevo avuto dal mio cane (oggi purtroppo è passato a miglior vita) un esempio lampante di quello che cerco di sostenere, ma ora non mi sovviene. Spero di ricordarlo in seguito e di riportarlo nell'articolo.

EDIT:

Mi sono ricordato dell'esempio. Homer era abituato a ricevere del cibo con un "Guarda che ti do…", cosa che lo mandava in bambola dalla gioia. Inoltre era stato abituato a correre incontro a mia madre che rincasava con un "Vai da mamma" oppure "Chi è mamma?".
Ebbene un bel giorno gli dissi "Guarda mamma che ti da…" e con mia sorpresa riuscì a collegare le due cose realizzando che per avere il cibo doveva correre da mia madre piuttosto che attendersi qualche cosa da me.

Questo esempio è molto utile per comprendere di come l'intelligenza sia composta da una serie di "riflessi condizionati" congiunti in maniera appropriata.