Il sogno? Una ‘deframmentazione del disco’.

Nerd che dormeSono molte le interpretazioni che uomini di scienza, psicologi ed una varietà di artisti danno del sogno.

Con questo piccolo articolo vorrei descrivere quello che io penso sia la vera funzionalità del sogno, seguite quanto segue.

Tempo addietro lessi di come degli esperimenti avevano evidenziato che il sogno fosse un qualche cosa di fisiologico, proprio come fare la pipì o espletare altre attività a cui il nostro corpo proprio NON può rinunciare.

Come lo avevano capito? Come avevano fatto a capire che il sogno è una necessità fisiologica dell'organismo?

Molto semplice, il sonno si divide fondamentalmente in due fasi:

  • la fase REM (Rapid Eye Movement), caratterizzata da un visibile movimento degli occhi al di sotto delle palpebre;
  • la fase NREM, in cui questo movimento NON è presente.

Tutte le fasi hanno un andamento ciclico durante il sonno, si presentano più volte durante una notte e sono monitorabili grazie alle onde cerebrali che le caratterizzano.

La fase REM (il gruppo musicale prende il nome proprio da questo acronimo) è quella con una maggiore attività cerebrale e si presenta dopo una fase 'preparatoria' di una certa durata, inoltre la fase REM, tra le fasi del sonno, è proprio quella in cui si sogna.

Ritornando al come hanno fatto a capire che si tratta di qualche cosa di fisiologico spediamo qualche riga sull'esperimento effettuato.

Un soggetto si è prestato a far da cavia all'esperimento che consisteva nell'essere svegliato ogni qual volta si apprestava a sognare, ovvero ogni volta che le sue onde cerebrali, opportunamente monitorate, avessero annunciato l'arrivo della fase REM e quindi del sogno.

La cosa che si è subito notata è che ogni qual volta che il soggetto si riaddormentava, dopo essere stato costretto a NON sognare, diveniva sempre più difficile svegliarlo prima che tentasse di sognare e contemporaneamente si notava una netta contrazione temporale delle fasi preliminari che portano alla REM.

Quando finalmente il soggetto ha potuto dormire senza essere più disturbato, la fase REM, e quindi il sogno, è durata tantissimo, molto più del normale.

Questo ha fatto dedurre che il sogno è una funzione fisiologia dell'organismo, o più propriamente della mente!

Ma allora, a cosa serve? Perché il cervello ha bisogno di sognare?

Sinceramente, dopo quanto detto, mi rifiuto di credere che il sogno sia in qualunque modo riducibile a qualche cosa di psicologico o psichiatrico fine a se stesso. Se sognare è indispensabile, significa che deve essere di qualche utilità.
Quale?

Probabilmente la deduzione che ho avuto dipende dalla mia passione per l'informatica, ma credo che, indipendentemente da questo, essa sia grossomodo corretta.

Il sogno è la deframmentazione del disco!Il sogno è una deframmentazione del disco

Chiedendo perdono ai lettori informatici per la mancanza di rigore, di seguito voglio spendere due parole sulla deframmentazione del disco.

Il disco fisso del computer (HD: Hard Disk) è una sorta di DVD. Questo DVD viene scritto dal centro verso l'esterno con cerchi spiraliformi mano mano più ampi. Più è grande il vostro film, MP3, album fotografico, programma o gioco più spazio occupa su questo disco.


Quando cancellate qualche file, lo spazio che prima esso occupava viene lasciato disponibile per altre cose.
Se un  'nuovo' file non trova spazio sufficiente in un buco lasciato da cose cancellate allora si insedia un poco qui e un poco lì, ovvero in spazi di memoria NON contigui.
Questa cosa comporta un rallentamento nella lettura dei files che sono così frammentati, in quanto la testina legge l'Hard Disk è costretta a saltellare in vari punti non vicini per leggere lo stesso Film, canzone o chissà cos'altro.

Per evitare questo spreco di tempo si ricorre alla deframmentazione del disco, ovvero all'avvicinamento dei pezzi dei vari files.
In questa maniera la testina dell'HD deputata alla lettura dei files non sarà costretta  a saltellare qua e là per reperire una stessa informazione.

Ma cosa c'entra tutto ciò con il cervello ed il sogno?

Quotidianamente siamo bombardati da miliardi e milieardi di informazioni, che il cervello si trova costretto a gestire!
QUANTE di queste informazioni sono veramente importanti per il nostro benessere mentale e fisico, QUALI di queste sono più importanti di altre ed infine QUALI sono le informazioni su cui avremmo bisogno di pensarci su un attimo per confrontarle con quelle che già abbiamo assimilato in passato?

Il sogno, a mio avviso, serve proprio a questo! Si, serve proprio a rispondere a queste e ad altre domande a cui che sarebbe impossibile dare una risposta mentre si lavora, si fa l'amore, si gioca con il proprio animale domestico, si studia o si litiga!

Il sogno serve a classificare le informazioni per importanza, scartare le cose irrilevanti, catalogare quelle importanti in maniera relazionale con altre informazioni e quindi incamerarle come ricordi.

Per questa ragione la notte porta consiglio e che la mattina ha l'oro in bocca!

Una volta catalogate le informazioni ed associate a tutte le nostre altre esperienze, saremo in grado di affrontare la veglia con maggiore efficacia.

Ragionando in quest'ottica non è dunque difficile immaginare come una giornata di emozioni 'forti' influenzi il nostro sogno, poiché esse si relazionano ad altre idee e altri ricordi che possono essere in qualche misura 'forti'!

Il cervello è estremamente più complesso di un DVD o di un HD, ma anche lui ha bisogno di una bella sistemata dei dati e di un 'avvicinamento' di quelli correlati, per avere un quadro più completo e rispondere meglio a difficoltà e problemi quotidiani.

Rimango dell'idea che quanto ho descritto in questo articolo sia solo uno degli aspetti e che ci saranno sicuramente altre attività che il nostro 'calcolatore' compie durante il sonno ed il sogno.

L’intelligenza? Un riflesso condizionato

Da circa un anno allevo un cane.

Intendo dire: il mio primo cane!

Da quando lo conosco mi sono fatto un po' di domande su quella infinità di processi elettrochimici che portano un essere al pensiero ed all'intelligenza.

Homer, così si chiama, mi stupisce spesso di quello che è in grado di capire oltre a quello che, da buon cane, inspiegabilmente percepisce. Con questa ultima non voglio aprire dissertazioni dal sapore metafisico su quanto, questi fidi amici a quattro zampe, siano capaci di cogliere con i loro sensi nascosti, perché elude dallo scopo di questo post.
Vorrei piuttosto concentrare l'attenzione sul sottile e frastagliato confine che c'è tra il riflesso condizionato e l'intelligenza, per sfumarlo in un, a mio avviso, più logico gradiente.

Lo scopo di questo articolo è insinuare dei dubbi su quanti pensano che l'intelligenza sia solo dell'essere umano e di pochi altri animali che ci stupiscono in qualche documentario.

Per farlo, mi baserò sul concetto di riflesso condizionato e sulla definizione di intelligenza tratta da wikipedia, riportata di seguito, cercando di trovare dei tratti comuni tra questi due 'comportamenti'.

L'intelligenza è l'insieme di funzioni conoscitive, adattative e immaginative generate dall'attività cerebrale dell'uomo e degli animali. È anche definibile come la capacità di ragionare, apprendere, ricordare, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio

Ebbene…

Per prima cosa vorrei parlare del riflesso condizionato e di come questo venga considerato, da tanti, come qualche cosa di NON intelligente.

Ho sentito dire spesso che i cani NON sono intelligenti, ma sono guidati da istinti e riflessi condizionati ed a supporto di questa tesi si fa spesso l'esempio del cane di Pavlov. Per i più pigri ricordo che il suddetto quadrupede abituato a ricevere il cibo all'accendersi di una lampadina, produceva salivazione anche se, accesa la lampadina, non veniva nutrito.

Come si può non associare tale comportamento all'intelligenza? Intesa come la definizione tratta da wikipedia?

Allora anche noi non possiamo dirci intelligenti, perché ci viene l'aquolina in bocca se vediamo qualcosa di appetitoso in televisione, o ne sentiamo solo parlare.
Perfino immaginare autonomamente qualche situazione, può indurci una salivazione e senza avere cibo davanti.

Ma, state ben sicuri, che se abituate un uomo all'essere percosso all'accenzione di una luce, questa sfortunata cavia cercherà protezione con le braccia ogni volta che vede una lampadina accendersi! E sono convinto che si porterebbe questo riflesso condizionato avanti per un bel po', prima di convincersi che non verrà malmenato ogni volta che si accende una luce! Ma come definire il suo comportamento come NON itelligente? Non è una forma di adattamento agli stimoli esterni? E quest'ultima cosa non è un ingrediente dell'intelligenza?

Detto questo, vorrei analizzare, sempre in maniera concorde con la definizione tratta da wikipedia, cosa sarebbe allora un comportamento intelligente, chiedendomi qual è la differenza tra risolvere un problema di matematica e produrre saliva prima di mangiare?

Sebbene sia lampante il fatto che risolvere un problema di matematica implichi un ragionamento indotto dalla propria volontà e che questo sia molto più raffinato di uno stimolo esterno che ci induca a salivare, credo di poter affermare che la differenza NON è poi tanto netta!

Come si fa a discernere la capacità di un essere di reagire ad uno stimolo esterno e ad etichettarlo come intelligente o NON intelligente? Entrambi i 'comportamenti' presentano queste caratteristiche:

  • adattamento ad uno stimolo esterno;
  • immaginazione dello sviluppo di un evento;
  • capcità di apprendere;
  • capacità di ricordare;
  • comprendere a fondo la realtà;
  • produrre idee;
  • interpretare linguaggi.

Ma queste cose che ho elencato non sono, secondo la definzione tratta da wikipedia e riportata qualche paragrafo più su, ciò che serve per descrivere appieno l'intelligenza?

Se il riflesso condizionato proviene da esperienza ed è di qualche utilità all'individuo che lo mette in atto allora potremmo pensare che quella definizione si adatta anche a quella di riflesso condizionato.

Sebbene questa trattazione sia superficiale e poco rispettosa di moltissimi fattori che entrerebbero in gioco, vorrei sbilanciarmi con l'affermare che l'intelligenza non è altro che una catena di 'riflessi condizionati' più o meno complessi, che portano un essere ad un comportamento opportuno per il suo benessere e la sua salvaguardia.

Quando ho iniziato a scrivere l'articolo avevo avuto dal mio cane (oggi purtroppo è passato a miglior vita) un esempio lampante di quello che cerco di sostenere, ma ora non mi sovviene. Spero di ricordarlo in seguito e di riportarlo nell'articolo.

EDIT:

Mi sono ricordato dell'esempio. Homer era abituato a ricevere del cibo con un "Guarda che ti do…", cosa che lo mandava in bambola dalla gioia. Inoltre era stato abituato a correre incontro a mia madre che rincasava con un "Vai da mamma" oppure "Chi è mamma?".
Ebbene un bel giorno gli dissi "Guarda mamma che ti da…" e con mia sorpresa riuscì a collegare le due cose realizzando che per avere il cibo doveva correre da mia madre piuttosto che attendersi qualche cosa da me.

Questo esempio è molto utile per comprendere di come l'intelligenza sia composta da una serie di "riflessi condizionati" congiunti in maniera appropriata.

 

Mistero svelato… Google spiega i cambi di logotipo

Già dalle prime ore di questa notte, i bloggers (mecum), si sono divertiti a suggerire ipotesi e a scrivere proprie riflessioni. Anche il sottoscritto ha presentato  alla vostra attenzione le proprie impressioni e fantasticherie, riversandole a caldo nell'articolo di questa notte.

Ora, però, è tutto molto più chiaro. Big G infatti ha rilasciato sul proprio blog, la spiegazione a tutto.

Per quanto riguarda il primo logotipo, quello dell'ufo che rapisce la seconda O di Google, ed il relativo messaggio rilasciato dal colosso di Mountain View sul social network Twitter, "tutte le vostre O appartengono a noi!", big G spiega di riferirsi al gioco Zero Wing.

Il secondo logotipo, quello dei cerchi nel grano, per intenderci, accompagnato dalle coordinate che puntano ad una località dell'Inghilterra invece sono un indizio ancora più forte che punta a HG Wells. Infatti queste coordinate, indicano la zona nella quale sono atterrati gli ufo del libro "La guerra dei mondi", scritto proprio da HG Wells.

Il terzo ed ultimo logotipo della serie, raffiguarnte un'invasione aliena, invece celebra il 143esimo anniversario della nascita di Herbert George Wells.

Interessante il commento che chiude il post sul blog ufficiale di Google:
"Inspiration for innovation in technology and design can come from lots of places; we wanted to celebrate H.G. Wells as an author who encouraged fantastical thinking about what is possible, on this planet and beyond. And maybe have some fun while we were doing it."
ovvero:
"L'ispirazione per l'innovazione tecnologica e del design, può provenire da molte fonti; abbiamo voluto celebrare H.G. Wells, come un autore che ha incoragiato a fantasticare su cosa è possibile su questo pianeta e oltre. E forse ci siamo anche divertiti nel farlo."

Per amore della verità c'è da dire che il portale gialli.it, occupatosi della questione, aveva inquadrato da subito i significati nascosti ed aveva previsto, a dispetto di molti altri, che il logotipo di oggi sarebbe stato in onore dello scrittore de "La guerra dei mondi". ( vedi articolo su gialli.it )

Ora una curiosità, almeno per quello che mi riguarda, rimane: i numeri. Sono proprio ansioso di conoscere i numeri di questo tam tam di loghi, ipotesi, articoli, pagine di Wikipedia visualizzate, volumi di traffico e soprattutto (da qui ad un mesetto specialmente) i numeri delle vendite del libro e dei film de "La guerra dei mondi".
Personalmente, lo leggerò…
forse.

Misteri inspiegabili, Cerchi nel Grano, anniversario della nascita di H. G. Wells. Il cerchio dei loghi Google volge al termine.

H.G. WellsChiunque bazzichi in rete, sa che Google di tanto in tanto si diverte a ricordare ai suoi utenti anniversari e ricorrenze, cambiando il logo della sua Home Page (www.google.it per intenderci ).

 

 

Ebbene, il 5 settembre 2009, raggiungendo il sito del motore di ricerca, si poteva ammirare il logo

raffiguarante, come è chiaro un classico disco volante intento a "rapire" la seconda 'O' della scritta Google. Se cliccato il logo faceva partire la ricerca (su Google ovviamente) della chiave "Misteri inspiegabili".
Il cambio di logo è stato accompagnato, inoltre, da un messaggio codificato di Google attraverso il social network Twitter.
Tale messaggio, di facile decifrazione, recitava circa così: "Tutte le vostre O appartengono a noi!".

Strano… Uno scherzo?
Google non ha fatto altre dichiarazioni a riguardo, sortendo, forse di proposito, un incremento dell'attenzione generale intorno a questo inusuale cambio di logo, non concomitante con eventi o ricorrenze da ricordare.
Tale attenzione ha subito una vertiginosa impennata il 15 settembre, quando Google ha effettuato un nuovo cambio di logo, mostrando il seguente a quanti hanno visitato la sua pagina principale.

Credo che alla stragrande maggioranza dei lettori questa immagine suggerisca "Cerchi nel grano" uno stranissimo e a volte inspiegabile fenomeno che avviene perlopiù nel sud dell'Inghilterra e sul quale vi consiglio di documentarvi pesantemente ( it.wikipedia.org/wiki/Cerchi_nel_grano ).
Cliccando il logo, manco a dirlo partiva la ricerca della parola chiave "Cerchi nel grano".
Anche in questo caso Google arricchisce il mistero con un messaggio Twitter, questo: 51.327629, -0.5616088. Si tratta di coordinate che conducono al sud dell'Inghilterra (guarda un po'!) e precisamente a Woking, una cittadina poco distante dai luoghi nei quali ogni anno si ripete il mistero dei cerchi nel grano.

I centralini del colosso di Mountain View, dopo questo secondo cambio di logo, sono stati tempestati di telefonate e messaggi, da parte di giornalisti, blogger e curiosi,  tutti decisi a sapere di più di quanto fosse fino ad allora trapelato. Tuttavia i perché e i percome di questi loghi e parole chiavi, sono stati rimandati di 6 giorni, e precisamente alla notte tra il 20 e il 21 settembre 2009.

Stanotte, all' 01:30 circa, ha fatto capolino, sulla home page di Google la risposta a tutte le domande, non completa ed esaustiva per la verità, ma in perfetto stile Google. Eccola:

.

L'anniversario della nascita di Herbert George Wells, meglio conosciuto come H. G. Wells ( it.wikipedia.org/wiki/H._G._Wells ).
Wells è lo scrittore de la Guerra dei Mondi, che parla dello scontro dei 'marziani', con i terresti. Questi ultimi vengono decimati, distrutti ed umiliati dalla supremazia tecnologica aliena. Gli esseri umani, in fine, sono salvati paradossalmente da una ritirata forzata degli extraterresti, capaci di schiacciarli, ma biologicamente inermi contro le insidie batteriche e virali del pianeta.
Questo racconto, riadattato in forma di cronaca, fu recitato via radio dal'attore/regista Orson Welles, con tale maestria ed enfasi, da scatenare il panico in gran parte dei radio-ascoltatori della east-coast.

Sia come sia, traendo le somme e tornando al nocciolo: cosa ci vuole dire Google?

Dobbiamo aspettarci un contatto massiccio con esseri non terrestri? E se sì dovremmo preocuparci delle intenzioni di tale contatto? Dove avverrebbe? A Woking?

Secondo il filone Maya->Cerchi nel grano->21 dicembre 2012, ci avviciniamo ad un cambio epocale, che sconvolgerà l'intero pianeta, nel bene e/o nel male. Secondo molti tale cambiamento, consisterà in una nuova coscienza globale indotta da intelligenze superiori alla nostra.

Volendo supporre che ci sarà un contatto talmente evidente e diffuso, da rendere inefficaci censure e veli da parte delle autorità, la domanda sorge spontanea: cosa ne può sapere Google di tutto ciò?

Una cosa è certa, a mio avviso, che il ciclo dei loghi sui misteri si è per il momento concluso. Questa certezza mi è data dal fatto che sui primi due loghi non ci fosse alcun tooltip, ovvero il classico messaggio esplicativo che troviamo su immagini e quant'altro se lasciamo il puntatore del mouse su di essi per qualche secondo, mentre su quello visibile oggi 21 settembre 2009 è visibile. Come se si fosse arrivati alla vera ricorrenza e Google ne celebrasse degnamente il ricordo fornendo il suo doodle di un bel tooltip.

Queste riflessioni sono state scritte a caldo e di getto, aspettando analisi più dettagliate ed approfondite vi auguro buona navigazione.

Disabilitare assistente di ricerca di Windows

L'assistente di ricerca deve morire!Credo che tanti, come me odino il cane giallo, assistente di ricerca di Windows!
Esso infatti, non è di alcun aiuto e riesce solo a far confondere le idee dei poveri utenti, che non riescono, impegnati in imprecazioni, a trovare quello che cercano. Eppure la questione dovrebbe essere facile facile:
un paio di campi, uno per cercare il nome del file, l'altro per cercare all'interno dei files, un menù a tendina per indicare "le zone" del disco o dei dischi dove ricercare info e un pulsante "cerca" che fa partire la ricerca vera e propria. Per intenderci, con chi se ne ricordi, prima era così e non si capisce davvero perché hanno complicato una procedura tutto sommato efficace.

Questo breve articolo spiega come "rifiutare" l'aiuto del nostro simpsoniano quadrupede e tornare alla più scarna ed efficiente vecchia visualizzazione.

Passiamo alla soluzione, che richiede una piccola modifica del registro di sistema di Windows, ma niente paura tutto è estremamente semplice:

  1. da "start" -> "esegui", si digiti "regedit"  e si prema invio
  2. una volta aperto il registro di sistema recarsi nel seguente path :
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion \Explorer\CabinetState
  3. Cliccare il pulsante destro del mouse nell'area destra della finestra e scegliere "nuovo" -> "valore stringa"
  4. Nominare il valore così creato così "Use Search Asst" (senza virgolette)
  5. Doppio clic sul valore creato e nella casella che comparirà si scriva "no"
  6. Chiudete la finestra del registro

Se avete fatto tutto come si deve, allora noterete che l'inutile segugio vi lascerà in pace da ora in avanti!