WireGuard su Ubuntu: come vedere IP assegnato e stampare la configurazione (wg showconf, ip a)

Immagine rappresentativa dell'articolo concernente wireguard e ubuntu

Se hai seguito la guida per gestire WireGuard su Ubuntu con un’icona in tray tramite Python, probabilmente a questo punto ti starai chiedendo:

  • Che IP mi ha assegnato la VPN?
  • Come faccio a vedere la configurazione attiva di WireGuard?
  • Come stampo il file .conf che sto usando?

In questo articolo vediamo i comandi più utili (e più rapidi) per controllare tutto dal terminale, senza impazzire.

Tutti i comandi qui sotto funzionano su Ubuntu e derivati (Debian, Mint, ecc.).
In alcuni casi è richiesto sudo.

Come vedere l’IP che ti ha assegnato WireGuard

Quando WireGuard è attivo, crea un’interfaccia di rete virtuale (di solito chiamata wg0).

Per vedere tutte le interfacce e trovare quella WireGuard:

ip a

Cerca una sezione simile a questa:

3: wg0: <POINTOPOINT,UP,LOWER_UP> mtu 1420 qdisc noqueue state UNKNOWN group default
    inet 10.7.0.2/24 scope global wg0
       valid_lft forever preferred_lft forever

In questo esempio, l’IP assegnato dalla VPN è:

10.7.0.2

Stampare solo l’IP della VPN (senza “rumore”)

Se vuoi vedere direttamente l’IP IPv4 associato a wg0:

ip -4 addr show dev wg0

Se invece vuoi solo l’indirizzo pulito (utile anche per script):

ip -4 addr show dev wg0 | grep -oP 'inet \K[\d.]+'

Esempio output:

10.7.0.2

Come stampare la configurazione WireGuard

Ci sono due “tipi” di configurazione che puoi voler vedere:

  1. Il file di configurazione (wg0.conf)
  2. La configurazione attiva (runtime), cioè quella realmente caricata e in uso

Vediamole entrambe.

1) Stampare il file .conf (quello che hai configurato)

Di solito i file WireGuard si trovano in:

/etc/wireguard/

E il file classico è:

/etc/wireguard/wg0.conf

Per stamparlo:

sudo cat /etc/wireguard/wg0.conf

Se vuoi una stampa più leggibile con i numeri di riga:

sudo nl -ba /etc/wireguard/wg0.conf

Questo è comodo quando devi copiare/incollare righe specifiche o confrontare config.

2) Stampare la configurazione attiva (quella realmente in uso)

Questa è la parte più utile quando vuoi fare debug o capire se la VPN è davvero connessa.

Config attiva in formato “conf”

sudo wg showconf wg0

Questo comando ti stampa una versione “ricostruita” della configurazione attiva dell’interfaccia.

Stato completo dell’interfaccia (debug)

sudo wg show wg0

Qui vedrai:

  • public key
  • endpoint (IP:porta del server)
  • allowed IPs
  • handshake recente
  • transfer (rx/tx)

Esempio tipico:

  • se handshake è recente, sei connesso
  • se transfer aumenta, il traffico sta passando

Vedere tutte le interfacce WireGuard attive

Se non sei sicuro del nome (wg0, wg1, ecc.):

sudo wg show

Nota importante: IP VPN vs IP pubblico

Qui spesso ci si confonde, quindi vale la pena chiarire:

IP della VPN (interno)

Quello che vedi con:

ip -4 addr show dev wg0

è un IP “interno” della rete VPN (es. 10.x.x.x, 192.168.x.x, ecc.)

IP pubblico (quello che vede internet)

Se la VPN instrada il traffico verso internet, allora il tuo IP pubblico cambia.

Puoi verificarlo così:

curl ifconfig.me

Oppure:

curl ipinfo.io/ip

Se vedi un IP diverso dal tuo normale, allora stai uscendo su internet tramite VPN.

Mini-checklist veloce (comandi utili)

Vedere l’IP assegnato alla VPN:

ip -4 addr show dev wg0

Stampare solo l’IP:

p -4 addr show dev wg0 | grep -oP 'inet \K[\d.]+'

Stampare il file di configurazione:

sudo cat /etc/wireguard/wg0.conf

Config attiva (in formato conf):

sudo wg showconf wg0

Stato completo:

sudo wg show wg0

Vedere l’IP pubblico:

curl ifconfig.me

Con questo abbiamo chiuso

Dopo aver configurato WireGuard e averlo reso comodo da gestire tramite tray (come nella guida precedente), questi comandi ti permettono di:

  • verificare subito se la VPN è attiva
  • controllare che IP ti è stato assegnato
  • stampare la configurazione file e runtime
  • capire se stai navigando con un IP pubblico diverso

Se vuoi, nel prossimo articolo possiamo aggiungere anche:

  • un pulsante nella tray app per mostrare l’IP attuale
  • una notifica desktop con IP e handshake
  • controllo “VPN attiva/non attiva” più affidabile

Buon tunnel

WireGuard su Ubuntu 22: icona tray con Python (stato + start/stop)

Quando ho dovuto scegliere come collegarmi in VPN ad un servizio per faccende di lavoro, mi sono trovato con il mio pinguino a dover scegliere come farlo, dopo qualche prova e qualche esperimento le mie scelte sono converg… convers… finite su Wireguard, che sostanzialmente era quello che rompeva meno le scatole.

HINT!

Chiunque usi una VPN con WireGuard sa che il comando magico è sempre quello:

sudo systemctl start wg-quick@wg0

Hai bisogno di configurare WireGuard?

Pratico, sì… ma un po’ spartano: niente icona, niente stato visibile, niente click per avviare o fermare, solo terminale bruto … bene ma non benissimo insomma.

Sul mio bell’Ubuntu 22 ho spazio a sufficienza in alto a destra, per mostrare una meravigliosa pallina verde o rossa (no, non è la contrada dell’Oca) che ti dica qualcosa sullo stato del servizio.
Con un poco di intelligenza naturale e un poco di quella artificiale ho trovato una soluzione elegante.

L’idea è avere

  • Una piccola icona nella tray bar (AppIndicator di GNOME).
  • Pallina verde/grigia/rossa a seconda dello stato (active, inactive, failed).
  • Menu a tendina con le voci: Start, Stop, Restart, Quit.
  • Una riga in fondo al menu: Current status: Active/Stopped/Error.
  • Notifica desktop all’avvio e ad ogni cambio di stato (così se succede qualcosa, casca il mondo o la connessione, almeno ti si avvisa).

Ci spiego (credetemi lo sto facendo soprattutto per me stesso futuro), come raggiungere il risultato from scratch, come si dice in quella lingua tonta che è l’inglese.

Requisiti

Prima installiamo i pacchetti necessari:

sudo apt update
sudo apt install -y python3-gi gir1.2-appindicator3-0.1 python3-gi-cairo gir1.2-notify-0.7

Per comodità, conviene permettere all’utente corrente di gestire il servizio WireGuard senza dover digitare ogni volta la password.
Nota che, non è una cosa obbligatoria, anche se in alcuni contesti può essere utile per motivi di sicurezza.
Nel mio caso era utile non stare là a mettere password, così ho aggiunto questa regola ai sudoers:

echo "$USER ALL=NOPASSWD: /bin/systemctl start wg-quick@wg0, /bin/systemctl stop wg-quick@wg0, /bin/systemctl restart wg-quick@wg0" \
| sudo tee /etc/sudoers.d/wg-indicator

Controlliamo che sia tutto valido:

sudo visudo -cf /etc/sudoers.d/wg-indicator

Qui dovrebbe venir fuori qualcosa tipo “/etc/sudoers.d/wg-indicator: analisi effettuata correttamente”

Lo script in Python

Ed ecco il cuore della faccenda: ~/.local/bin/wg-indicator.py. Creati un attimo questo file (per esempio con touch o nano o come ti pare).

Lo script usa GTK, AppIndicator e Notify. Crea tre icone PNG per le palline colorate, gestisce i comandi systemctl e aggiorna lo stato ogni 3 secondi.

#!/usr/bin/env python3
import os, subprocess, pathlib
import gi
gi.require_version('AppIndicator3', '0.1')
gi.require_version('Gtk', '3.0')
gi.require_version('Notify', '0.7')
from gi.repository import AppIndicator3, Gtk, GLib, Notify, GdkPixbuf

SERVICE = "wg-quick@wg0"
APP_ID  = "wg-indicator"
ICON_DIR = os.path.join(pathlib.Path.home(), ".local", "share", "wg-indicator")
ICONS = {
    "green": os.path.join(ICON_DIR, "dot-green.png"),
    "grey":  os.path.join(ICON_DIR, "dot-grey.png"),
    "red":   os.path.join(ICON_DIR, "dot-red.png"),
}

# stato precedente per notifiche su cambio stato
last_state = None

def ensure_icons():
    os.makedirs(ICON_DIR, exist_ok=True)
    try:
        from PIL import Image, ImageDraw  # se Pillow c'è, icone più “tonde”
        for name, color in (("green",(0,185,0)), ("grey",(140,140,140)), ("red",(220,0,0))):
            path = ICONS[name]
            if not os.path.exists(path):
                img = Image.new("RGBA", (24,24), (0,0,0,0))
                d = ImageDraw.Draw(img)
                d.ellipse((3,3,21,21), fill=color+(255,), outline=(0,0,0,40))
                img.save(path, "PNG")
    except Exception:
        # fallback senza Pillow
        for name, rgba in (("green",(0,185,0,255)), ("grey",(140,140,140,255)), ("red",(220,0,0,255))):
            path = ICONS[name]
            if os.path.exists(path): 
                continue
            pix = GdkPixbuf.Pixbuf.new(GdkPixbuf.Colorspace.RGB, True, 8, 24, 24)
            pix.fill(0x00000000)
            rs, gs, bs, a = rgba
            rowstride = pix.get_rowstride()
            pixels = pix.get_pixels()
            for y in range(24):
                for x in range(24):
                    dx, dy = x-12, y-12
                    if dx*dx + dy*dy <= 9*9:
                        off = y*rowstride + x*4
                        pixels[off+0] = rs
                        pixels[off+1] = gs
                        pixels[off+2] = bs
                        pixels[off+3] = a
            pix.savev(path, "png", [], [])

def svc_status():
    try:
        out = subprocess.check_output(["systemctl","is-active",SERVICE], text=True).strip()
    except subprocess.CalledProcessError:
        out = "inactive"
    if out in ("active","inactive","activating","deactivating","reloading"):
        return out
    try:
        f = subprocess.check_output(["systemctl","is-failed",SERVICE], text=True).strip()
        if f == "failed":
            return "failed"
    except subprocess.CalledProcessError:
        pass
    return "unknown"

def human_status(state):
    return {
        "active":"Active",
        "inactive":"Stopped",
        "activating":"Starting…",
        "deactivating":"Stopping…",
        "reloading":"Reloading…",
        "failed":"Error",
        "unknown":"Error",
    }.get(state, "Error")

def color_for_status(state):
    if state == "active": return "green"
    if state in ("inactive","activating","deactivating","reloading"): return "grey"
    return "red"  # failed/unknown

def icon_for_status(state):
    return ICONS[color_for_status(state)]

def notify_status(prefix=None, state=None):
    if state is None:
        state = svc_status()
    text = human_status(state)
    title = "WireGuard Indicator"
    body = f"{('' if not prefix else prefix + ' ')}Current status: {text}"
    n = Notify.Notification.new(title, body, None)
    n.set_timeout(3000)
    try: n.show()
    except: pass

def update_status_label(state):
    # Aggiorna la label "Current status: X" con X colorato
    global status_label
    color = color_for_status(state)
    text = human_status(state)
    status_label.set_markup(f'<span alpha="80%">Current status: </span>'
                            f'<span weight="bold" foreground="{color}">{text}</span>')

def refresh(ind):
    global last_state
    state = svc_status()
    ind.set_icon_full(icon_for_status(state), f"WireGuard: {human_status(state)}")
    ind.set_label("", "")  # niente testo accanto all’icona
    update_status_label(state)
    if last_state is None:
        # notifica all’avvio (load)
        notify_status(prefix="", state=state)
    elif state != last_state:
        # notifica su ogni cambio stato (anche se avviene fuori dal menu)
        notify_status(prefix="", state=state)
    last_state = state
    return True

def run_cmd(cmd, verb):
    try:
        subprocess.check_call(["sudo","-n"] + cmd)
        # La notifica “di conferma” la facciamo dopo, quando rileviamo lo stato aggiornato
        # (così è affidabile). Però diamo un hint immediato:
        notify_status(prefix=f"{verb} requested.", state=None)
    except subprocess.CalledProcessError:
        # Chiede autorizzazione grafica
        ret = subprocess.call(["pkexec"] + cmd)
        if ret != 0:
            n = Notify.Notification.new("WireGuard Indicator", f"{verb} failed (authorization?)", None)
            n.set_timeout(3000)
            try: n.show()
            except: pass
    # Aggiorna subito l’icona; ulteriori cambi verranno col polling
    GLib.idle_add(refresh, indicator)

def on_start(_):   run_cmd(["/bin/systemctl","start",SERVICE], "Start")
def on_stop(_):    run_cmd(["/bin/systemctl","stop",SERVICE], "Stop")
def on_restart(_): run_cmd(["/bin/systemctl","restart",SERVICE], "Restart")

def on_quit(_):
    # Notifica finale con stato corrente e poi quit
    notify_status(prefix="", state=svc_status())
    Gtk.main_quit()

def build_menu():
    global status_label
    menu = Gtk.Menu()

    for label, cb in (("Start", on_start), ("Stop", on_stop), ("Restart", on_restart)):
        item = Gtk.MenuItem(label=label); item.connect("activate", cb); menu.append(item)

    menu.append(Gtk.SeparatorMenuItem())

    quit_item = Gtk.MenuItem(label="Quit")
    quit_item.connect("activate", on_quit)
    menu.append(quit_item)

    # Status non cliccabile, sotto Quit
    menu.append(Gtk.SeparatorMenuItem())
    status_item = Gtk.MenuItem()
    status_item.set_sensitive(False)  # non cliccabile
    status_label = Gtk.Label()
    status_label.set_use_markup(True)
    status_label.set_xalign(0.0)
    status_item.add(status_label)
    status_item.show_all()
    menu.append(status_item)

    menu.show_all()
    return menu

# ---- main
ensure_icons()
Notify.init(APP_ID)

indicator = AppIndicator3.Indicator.new(APP_ID, ICONS["grey"], AppIndicator3.IndicatorCategory.SYSTEM_SERVICES)
indicator.set_status(AppIndicator3.IndicatorStatus.ACTIVE)
indicator.set_menu(build_menu())

# primo refresh + polling
refresh(indicator)
GLib.timeout_add_seconds(3, lambda: refresh(indicator))
Gtk.main()

Salviamo, rendiamo eseguibile:

chmod +x ~/.local/bin/wg-indicator.py
~/.local/bin/wg-indicator.py

Magia: in alto a destra compare la pallina (si spera).

Avvio automatico

Per farlo partire ad ogni login, creiamo un file .desktop:

mkdir -p ~/.config/autostart
cat > ~/.config/autostart/wg-indicator.desktop <<'EOF'
[Desktop Entry]
Type=Application
Name=WireGuard Indicator
Exec=/usr/bin/env python3 /home/YOURUSER/.local/bin/wg-indicator.py
X-GNOME-Autostart-enabled=true
EOF

Ovviamente dove vedi YOURUSER ci va il nome utente tuo.

In conclusione direi che …

Questo piccolo script fa quello che GNOME non ci regala di default: un indicatore di stato semplice e comprensibile per WireGuard. È pensato per wg-quick@wg0, ma basta cambiare la variabile SERVICE se usate un’altra interfaccia.

Ci sono alternative, a quanto mi suggeriva il ciattone GPT, ma se siete fan del fai-da-te digitale, questo approccio con Python vi dà più flessibilità e zero dipendenze strane, cosa che talvolta è preferibile.

Spero ciò sia utile a qualcheduno che respira, non solo ai bot delle AI che stanno in giro a ciucciare contenuti.

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OpenVPN Windows 10 DNS che problema

OpenVPN Windows 10 DNS, un connubio che presenta dei problemi a cui esiste una soluzione.

Premesse

Di recente sono passato a Windows 10, un bella svolta di cui sono contento, un buon sistema operativo, veloce e versatile.

Purtroppo, come talvolta accade, gli upgrade possono portare, assieme al loro carico di benefici, anche qualche problema.

Il problema

Nel caso in esame OpenVPN non riesce a risolvere i nomi di taluni host. Questo perché a quanto ho capito girovagando un pochetto, per una questione di “ottimizzazione” Microsoft ha deciso di risolvere DNS chiedendo a tutti gli indirizzi presenti, senza curarsi del fatto che si è sotto VPN.

Bello no?

No.

La soluzione

Sul forum dedicato al software OpenVPN ho trovato questo articolo

https://forums.openvpn.net/topic12687.html

Spulciandolo per bene ho scoperto che è stato creato un plugin per OpenVPN ad hoc per Windows 10 (free ed opensource ovviamente) che consente di risolvere il problema.

  1. Scaricare il software al link
    https://github.com/ValdikSS/openvpn-fix-dns-leak-plugin
    Cattura
  2. Nella cartella scompattata troverete due files
    fix-dns-leak-64.dll
    fix-dns-leak-32.dll
    Da usare rispettivamente per OpenVPN a 64bit e a 32bit.
  3. Copiare il file a seconda che il proprio OpenVPN sia a 64bit o 32bit.
  4. Incollarlo nella cartella
    C:\Program Files\OpenVPN\bin (64bit)
    oppure
    C:\Program Files (x86)\OpenVPN\bin (32bit)
  5. Adesso aprite con un editor di testo il vostro file di configurazione per la VPN, si tratta del file nella cartella “config” con estensione .ovpn
  6. Aggiungete la riga
    “plugin fix-dns-leak-32.dll” oppure “plugin fix-dns-leak-64.dll”
    nel vostro file.
  7. Salvate
  8. Avviate (o riavviate) la conessione OpenVPN
  9. Tutto funziona (si spera).

Mi auguro di essere stato utile.

Aggiornamento

21/06/2018

Potrebbe essere utile cambiare il valore della metrica di rete se il problema persiste.

Per impostare le nuove metriche

  • recarsi accedere a Pannello di controllo\Rete e Internet\Centro connessioni di rete e condivisione
  • cliccare sulla rete ethernet (o wifi) con la quale si è connessi
  • accedere alle proprietà
  • cliccare su TCP/IPv4 (vedi immagine)
  • quindi selezionare “Avanzate”.

In questa pagina bisognerà impostare manualmente le metriche dandogli un valore alto.
Il post che spiega come risolvere il problema suggerisce il valore 15, che a me ha funzionato egregiamente.

 

EDIT: 
Un utente gentile mi ha segnalato anche questo articolo
https://superuser.com/questions/966832/windows-10-dns-resolution-via-vpn-connection-not-working